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Microfusione

La fusione a cera persa è una tecnica che era conosciuta fin dall’antichità. Tra gli esempi antichi meglio conservati ci sono i Bronzi di Riace.

Il metodo di fusione a cera persa viene utilizzato nel settore della moda e gioielleria: una riproduzione del pezzo viene realizzata in cera o con stampa 3D. In seguito, vengono aggiunti ulteriori pezzi, i canali di colata ed i montanti, creando l’albero sempre in cera. L’albero, anche chiamato “grappolo”, è posizionato in un cilindro che viene riempito di materiale refrattario. Il cilindro subisce due cicli termici, il primo riscaldo ha lo scopo di evacuare la cera dalla cavità, il secondo di preriscaldo del gesso in modo che sia possibile colare all’interno del cilindro il metallo liquido evitando incompletezze e giunzioni fredde.

Dopo che il metallo colato all’interno del cilindro si è solidificato viene rotto il gesso e vengono separati i vari pezzi dal piantone. Le operazioni superficiali di post colata finiscono il pezzo. Il controllo qualità esegue il collaudo e ne certifica la conformità.

Il software ProCAST è dedicato al settore della moda e del gioiello. ProCAST digitalizza l’iniezione della cera nello stampo in gomma, e si concentra sulla digitalizzazione della colata e solidificazione.

L’obiettivo è eliminare le prove di colata perché già eseguite al computer con ProCAST.

Prendiamo come esempio la geometria a “C” per la realizzazione di bracciali. Prendiamo in esame due tipologie di alimentazioni
Confronto della solidificazione del grappolo con le due tipologie di alimentazioni

Bracciali grezzi di fusione:

Difetti affioranti con l’alimentazione di sinistra, mentre l’alimentazione di destra mostra un pezzo sano
Il cliente ha campionato digitalmente i due grappoli con il software ProCAST e ha potuto escludere la prova con il sistema di alimentazione di sinistra perché creava un bracciale scarto

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